Dall’altro lato della migrazione – storie di trafficanti d’uomini

Andrea Di Nicola e Giampaolo Musumeci, autori di Confessioni di un trafficante di uomini, pubblicato nel gennaio 2014 da Chiarelettere, hanno scritto una lettera aperta al Presidente del Consiglio Matteo Renzi e al ministro dell’Interno Angelino Alfano dopo aver indagato per due anni dall’altro lato del fenomeno migratorio o, per citare Bernardo Valli, a dieci centimetri più a sinistra (o più a destra) delle riprese dei barconi di Lampedusa, uno degli snodi – neanche il più importante – della rete del traffico internazionale di esseri umani.

L’intento della lettera è quello di richiedere che il semestre di presidenza dell’Unione Europea affidato all’Italia venga utilizzato “per rilanciare il tema delle migrazioni come politica comunitaria da non lasciare ai singoli paesi e per fare approvare una direttiva sul traffico di migranti, che segua quella già adottata sulla prevenzione e repressione della tratta di persone“.

Il libro rappresenta il primo tentativo di descrivere “la più spietata agenzia di viaggi del pianeta” facendo parlare quell’insieme di professionisti del crimine – in questo apparentemente simili al network della pirateria somala, ad iniziare dall’uso del sistema hawala per gli spostamenti di denaro – che tengono in piedi la rete della seconda industria criminale del mondo, superata per fatturato solo dal traffico di droga.

Un’industria, quella del traffico di esseri umani (fra i 3 ed i 10 miliardi di dollari di fatturato annuo secondo le Nazioni Unite e l’Organizzazione mondiale per le migrazioni) che non sembra essere scalfita più di tanto dalle politiche di frontiera europee, che in molti casi utilizza a proprio favore. Se diventa difficile passare attraverso il fiume Evros – al confine tra Grecia e Turchia, corrispettivo europeo del rio Suchiate tra Messico e Guatemala, attraversato ogni giorno da migliaia di migranti diretti negli Stati Uniti – o se i pattugliamenti di Frontex diventano troppo pressanti si cambia rotta. Con relativo aumento dei costi per i migranti e dei profitti per gli uomini in giacca e cravatta che, lontani da rotte e riflettori, si muovono senza difficoltà tra legislazioni internazionali, documenti contraffatti, disperazione e un sempre maggiore flusso di denaro da reinvestire in attività lecite e illecite.

«Noi la vediamo così: continuare a parlare solo delle vittime non serve a nulla, nemmeno ai migranti che sono morti. Ribaltiamo la prospettiva e parliamo dei soldi che girano attorno al traffico di esseri umani. Parliamo di chi lucra sulla pelle delle persone e si dice “benefattore”. Parliamo del perché un richiedente asilo debba rivolgersi a un “benefattore”. Parliamone. Leggete il libro e parliamone. Sarà un inizio».
[Andrea Di Nicola e Giampaolo Musumeci]

Essendo i traffici internazionali tra i principali argomenti di interesse di questo blog, di Confessioni di un trafficante di uomini ne riparleremo. Stay tuned.

Gli autori:
Andrea Di Nicola
Professore aggregato di criminologia e coordinatore scientifico di eCrime , Facoltà di Giurisprudenza, Università degli Studi di Trento, da anni conduce ricerche sulle migrazioni clandestine organizzate e sulla tratta di persone a scopo sfruttamento;
Giampaolo Musumeci
Giornalista, video-reporter, esperto di conflitti, immigrazione e questioni africane, temi che tratta sui media nazionali e internazionali

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