Pil criminale, l’Europa “trucca” i conti grazie a droga, prostituzione e contrabbando

Droga, prostituzione e contrabbando hanno incrementato il Prodotto Interno Lordo europeo di 0,38 punti percentuali, quasi il doppio del valore delle spese in armamenti, fermatesi a 0,2 punti. Italia e Spagna gli Stati membri dell’Unione Europea dove più forte è l’incidenza del cosiddetto “Pil illegale”.

Sono questi i primi risultati di “Esa 2010” (European system of national and regional accounts o “Sec 2010” nell’acronimo italiano), il nuovo parametro che l’Unione Europea ha introdotto con il Regolamento n.549/2013 e che Eurostat e gli istituti di statistica nazionali dei Paesi membri hanno iniziato ad utilizzare da settembre per ottenere cifre più affidabili rispetto al sistema “Esa 95”.
Un cambio che secondo l’Ufficio statistico europeo porta il Pil dell’Unione ad un aumento di circa 59 miliardi di euro (pari al 3,7% rispetto al 2010) con la capitalizzazione delle spese – cioè lo spostamento dalle voci di spesa a quelle di investimento – in “Ricerca e Sviluppo” a dare il contributo maggiore grazie ad un incremento dell’1,9%.

Per approfondire: Sec 2010: Cambia il sistema dei conti nazionali

Analizzata nel dettaglio, la situazione è però molto meno positiva di quanto non dicano le fredde cifre.
Secondo il principio di esaustività – già presente nel precedente sistema “Sec95” – le stime che dal mese scorso i Paesi membri inseriscono nel calcolo del Pil devono comprendere “tutte le attività che producono reddito, indipendentemente dal loro status giuridico”. È infatti il mancato accordo tra le parti più che l’illegalità a rappresentare – stando al Sistema di compatibilità nazionale (Scn 1993) – la discriminante per il conteggio, anche se questo significa, in buona sostanza, legittimare traffico di droga, prostituzione e contrabbando di sigarette ed alcol.

Per l’Italia questo significa un aumento di quasi un punto percentuale (0,9%) del Prodotto Interno Lordo, per un valore di 15,5 miliardi di euro. Di questi, ben 10,5 provengono dal traffico di droga, al primo posto per impatto sulle economie nazionali in tutti i Paesi membri. Di 3,5 miliardi è invece l’apporto nei conti italiani di quelli che l’Unione Europea definisce “servizi della prostituzione” e di 300 milioni di euro il contributo del contrabbando di alcol e sigarette, che andranno ad aggiungersi ai circa 410 milioni che l’Erario guadagna dal “consumo culturale” del gioco d’azzardo legale, che nel 2013 ha generato giocate per la cifra-monstre di 84,7 miliardi di euro.

Un’operazione dall’”impatto limitato” – come definito ad agosto in un’intervista a RaiNews24 da Roberto Monducci, direttore del dipartimento Istat per i conti nazionali – che ha fatto slittare di dieci giorni la presentazione del Def e che permetterà di ricalcolare (al rialzo) i conti dal 1995 ad oggi. Secondo Sergio De Nardis, capoeconomista di Nomisma, se i nuovi calcoli portassero ad un aumento del 2% del Pil “il rapporto deficit/Pil scenderebbe dello 0,1% mentre il debito/Pil calerebbe in maniera più sostanziale, di 2,6-2,7 punti se ci si trova al 135%. Il motivo dell’effetto amplificato sul rapporto debito/Pil è che tale rapporto in Italia è superiore al 100%. Ne consegue che il rialzo del Pil per una data percentuale abbatte in misura più che proporzionale il debito/Pil”.

I nuovi dati faranno probabilmente felice qualche ragioniere di Stato o qualche agenzia di rating e permetteranno al governo di non essere più osservato con tanta severità da Bruxelles. Secondo i dati pubblicati da Mario Centorrino, Piero David e Antonella Gangemi per Lavoce.info infatti:

Se applichiamo le stime di crescita di Eurostat ai dati del Pil italiano 2013, otteniamo risultati molto importanti per i rapporti debito/Pil e deficit/Pil nel 2013.
Il rapporto debito/Pil subirebbe una riduzione di 1,32 – 2,6: nell’ipotesi massima si raggiungerebbe senza alcuno sforzo economico e politico metà dell’obiettivo richiesto dal fiscal compact. Il rapporto deficit/Pil, invece, diminuirebbe di 0,03 – 0,05 punti, con una maggiore disponibiltà di risorse da spendere tra i 15 ed i 31 miliardi secondo i dati del 2013. Si tratta dunque di un’innovazione contabile con effetti reali rilevanti. Che potrebbero essere ancora maggiori se alcune di queste attività illegali, come la vendita di droghe leggere o la prostituzione, venissero legalizzate, grazie alle tasse incassate e alle minori spese da effettuare per il contrasto. (Continua a leggere – Metti sesso, droga e contrabbando nel calcolo del Pil – Lavoce.info)

Stime previsionali per l'Italia 2013. Fonte: Eurostat; Elaborazione: Lavoce.info (dati in miliardi)

Stime previsionali per l’Italia 2013. Fonte: Eurostat; Elaborazione: Lavoce.info (dati in miliardi)


Stime previsionali per l'Italia 2013. Fonte: Eurostat; Elaborazione: Lavoce.info (dati in miliardi)

Stime previsionali per l’Italia 2013. Fonte: Eurostat; Elaborazione: Lavoce.info (dati in miliardi)

Se sul piano economico l’ingresso di parte dei traffici internazionali permetterà di dare un po’ di ossigeno alle economie nazionali europee, facendo apparire i conti dell’Unione europea formalmente migliori di quanto non lo siano in realtà, l’aver truccato i conti legittimando parte del mercato della droga o dei “servizi della prostituzione” non è stato avvertito nella sua pericolosità concettuale, con il rischio che in nome del rispetto dei conti o di futuri patti di stabilità ad essere legittimata sarà direttamente Mafia Spa, già ora prima azienda italiana e forte di una contrasto che, nonostante le dichiarazioni politiche e la nomina di Raffaele Cantone a capo dell’Autorità Nazionale Anticorruzione da parte del governo Renzi, appare un’antimafia tutt’altro che agguerrita.

[1 – Continua]

Un Commento

  1. Pingback: Il governo Renzi e l’antimafia annacquata | Il Dettaglio - Il blog di Andrea Intonti

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