L’Aeroporto di Peretola e il potere relazionale

I settori economici in cui opera Corporacion America. Credits: corporacionamerica.com

I settori economici in cui opera Corporacion America. Credits: corporacionamerica.com

Tra due anni il G8 si riunirà a Firenze, in un’operazione da 600 milioni di euro. Quasi un terzo del denaro (150 milioni) verrà destinato alla creazione di nuove infrastrutture per l’aeroporto “Amerigo Vespucci” di Peretola, in particolare alla realizzazione di una nuova pista da 2.400 metri parallela al vicino tratto autostradale.
Il progetto porterà varie problematiche in un territorio – l’area metropolitana tra Firenze, Prato e Pistoia – che registra già la più alta densità abitativa e il più alto tasso di inquinamento della Toscana. L’aeroporto provocherà inoltre la cancellazione del Parco della Piana, unico “polmone verde” dell’area.

Come “grande opera” regionale, intorno all’aeroporto di Peretola – e al più ampio progetto del sistema aeroportuale toscano – si è venuto a creare un sistema di potere in grado di sviluppare rapporti politico-economici che dagli uffici romani di Palazzo Vecchio portano ad un consiglio di amministrazione a Buenos Aires, passando per il Tribunale di Busto Arsizio e alcuni paesi “a fiscalità agevolata”.

L’aeroporto e il Potere di relazione
Con il passaggio di Renzi da Palazzo Vecchio a Palazzo Chigi e l’assicurazione politica firmata da Enrico Rossi, a cui è stata assicurata la ricandidatura per le prossime elezioni regionali (maggio 2015) (qui e qui), intorno al progetto della nuova pista di Peretola si aggregano due sistemi di potere: quello “a matrice toscana” dell’attuale presidente del Consiglio e quello “italo-argentino” dell’imprenditore Eduardo Eurnekian, secondo uomo più ricco d’Argentina secondo la rivista Forbes (1,8 miliardi di dollari il patrimonio stimato) e soprattutto presidente e CEO di Corporación America, società da due miliardi di profitto annui, realizzati con un portafoglio che vede il core business negli aeroporti (in tutto 53, 33 dei quali acquistati “in unica soluzione” nel 1998 attraverso Aeropuertos Argentina 2000) ed interessi nel settore dell’agroindustria, in quello energetico e dei servizi.

Oltre che negli aeroporti toscani, CorpAm è azionista privato di Airgest Spa, società che amministra l’aeroporto internazionale militare – aperto al traffico civile, come il “Galilei” di Pisa“Vincenzo Florio” di Trapani, 500 ettari e pista di atterraggio da 2.695 metri dal quale passa, secondo la società, una media di 3.000 passeggeri al giorno.
Ma in Italia Eurnekian è famoso soprattutto per il processo che lo ha visto coinvolto, nel 2004, nella bancarotta fraudolenta della compagnia low-cost Volare. E qui si apre il primo dei sistemi di quel potere relazionale che porta direttamente sulla pista da 2.400 metri a Peretola.

Per approfondire: Volare Group/Dal decollo al fallimento la storia della compagnia – Affaritaliani.it, 27 aprile 2005

A difendere Eurnekian nel processo tenutosi quell’anno a Busto Arsizio è il leghista Giuseppe Bonomi, ex presidente di Sea (Società Esercizi Aeroprotuali, gestisce il sistema aeroportuale milanese) e all’epoca presidente di EuroFly, società che – riporta un articolo del Corriere della Sera dell’epoca– si era detta interessata a rilevare l’”attività a lungo raggio di Volare, compresi aerei ed equipaggi”. Tra i due per qualche tempo non deve essere corso buon sangue, dato che all’epoca della società milanese Bonomi venne accusato dall’imprenditore argentino di truffa ed estorsione all’interno dell’operazione per la privatizzazione degli scali argentini, dove Sea deteneva il 36%. Oggi Bonomi lavora come consulente per gli aeroporti del ministro dei Trasporti Maurizio Lupi. È lui ad aver approvato il Piano nazionale aeroporti, realizzato dai consulenti dell’ex ministro Passera. Nel settore pubblico legato ai trasporti lavora inoltre – come commissario dell’Authority indipendente – Maurizio Varducci, tra i fondatori di Forza Italia e in rapporti con Eurnekian fin dai tempi (era il 2009) del tentativo da parte dell’imprenditore argentino di acquisire il pacchetto di maggioranza di Telecom Argentina insieme a Matias Garfunkel ed Ernesto Gutierrez, fino al 2012 presidente e Ceo di Aeropuertos Argentina 2000.

Per districare una controversia con Eurnekian che le sta costando milioni, la Sea manda in Argentina Roberto Naldi, nato a Tripoli ma fiorentino da decenni che, dopo un passato da presidente della Legacoop, diventa l’ambasciatore in Italia dell’imprenditore argentino. L’altro personaggio chiave del sistema di potere italo-argentino di Eurnekian è il siciliano Vito Riggio, dal 2003 alla guida dell’Ente nazionale per l’aviazione civile (Enac). La simpatia verso il gruppo argentino dell’ex deputato Dc – passato indenne attraverso i governi guidati da Berlusconi, Prodi, Monti, Letta e Renzi – viene formalmente esplicitata nel 2011, quando durante i colloqui per l’acquisizione dell’aeroporto di Comiso (Ragusa) definisce CorpAm “un gruppo vero, che sa gestire aeroporti in maniera manageriale”. Una dichiarazione che segue di qualche anno la presenza dello stesso Riggio – convinto della necessità di privatizzare l’intero settore – all’inaugurazione nel 2002 dell’aeroporto Zvartnots di Yerevan, capitale dell’Armenia (paese di discendenza di Eurnekian).

Per approfondire: Riggio, l’eterno presidente degli aeroporti italiani – Giuseppe Alberto Falci, Linkiesta.it, 23 settembre 2013

Il progetto che Renzi e Rossi hanno messo nelle mani dell’imprenditore argentino si chiama sistema aeroportuale toscano, il piano di fusione delle società di controllo dell’aeroporto di Pisa (Sat) e Firenze (AdF) che – con quest’ultima incorporata nella società pisana – dovrebbe portare entro il 2029 all’obiettivo di 11,5 milioni di passeggeri all’anno, di cui 4,5 sul Vespucci e 7 sul Galilei che, prima dell’operazione, era valutato 1,3 volte l’aeroporto Vespucci di Firenze. Secondo uno studio commissionato dagli enti interessati all’advisor Kmpg, peraltro, il progetto su Peretola dovrebbe togliere circa un milione di passeggeri a Pisa entro il 2028.

Entro aprile 2015 dovrebbe essere concluso il nuovo progetto societario “Toscana Aeroporti spa”, che dovrebbe vedere Marco Carrai alla presidenza, l’ad Sat Gina Giani come amministratore delegato, Roberto Naldi e il presidente della Camera di Commercio di Pisa Pierfrancesco Pacini come vicepresidenti.

Per approfondire: Società unica: saranno sei i rappresentanti degli enti – Francesco Loi, Il Tirreno edizione Pisa, 12 febbraio 2015

[5 – Continua]
[4 – Aeroporto di Peretola: cronistoria di una battaglia politica (1928-2015)]
[3 – Aeroporto di Peretola: la Piana è piena]
[2 – Aeroporto di Peretola: quel problema chiamato Piana fiorentina]
[1 – Aeroporto di Peretola. Il G8 come strumento di (mala)politica interna]

  1. Pingback: Aeroporto di Peretola: le questioni aperte | Il Dettaglio - Il blog di Andrea Intonti

  2. Pingback: Renzi-Eurnekian, l’Opa ostile sulla Piana fiorentina | Il Dettaglio - Il blog di Andrea Intonti

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