Aeroporto di Peretola: le questioni aperte

Credits: controradio.it

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Con il passaggio di Matteo Renzi da Palazzo Vecchio a Palazzo Chigi l‘operazione politico-economica intorno allo scalo di Peretola e al progetto della nuova pista da 2.400 metri sembra definitivamente conclusa. Nonostante questo, però, intorno all’intera vicenda rimangono ancora alcune questioni aperte.

Con la pista da 2.000 metri ad esempio, per lo spostamento del Fosso Reale – canale che di fatto regola il sistema idraulico della Piana fin dal 1570 – era previsto un movimento terra tra i 2,5 milioni e i 4 milioni di metri cubi (stando rispettivamente ai dati Enac ed Enav). Ipotizzando un aumento dei volumi di terra spostati per l’aumento della lunghezza della pista, quali interventi sono previsti per evitare esondazioni o altri problemi legati al nuovo tracciato del Fosso Reale? E ancora, dato che non si può certo chiedere all’acqua di fermarsi per aspettare la realizzazione dei lavori, il nuovo tracciato del canale dovrà essere realizzato prima di eliminare il vecchio: dove andranno a finire i terreni? Chi si occuperà dei lavori?

Rimanendo all’ambito dei lavori, come verrà gestito l’affidamento degli appalti? Intorno ai lavori per Peretola potrebbe attivarsi un altro sistema di potere politico-economico, che lega Matteo Renzi all’imprenditore pratese Riccardo Fusi, coinvolto nella vicenda della bretella “fantasma” Prato-Signa, nell’appalto alla scuola Marescialli e – secondo le ricostruzioni del Fatto Quotidiano – raccomandato a Vito Riggio da Denis Verdini, da sempre “grande elettore” di Matteo Renzi. E inoltre, quali misure verranno messe in atto per evitare l’infiltrazione delle mafie nei lavori – sia per l’aeroporto che per le opere “propedeutiche” – evitando così un secondo caso Tav?

L’importanza delle fonti
Nel ”Rapporto sulle attività di informazione, ascolto e comunicazione” allegato al Pit (pag.46), la stessa Arpat evidenzia come il Rapporto ambientale presentato dalla Regione «risulta non esaustivo», in quanto non tiene conto dell’inquinamento prodotto da voli non commerciali (voli privati o non di linea, detti in gergo “aviazione generale”), che per il Vespucci rappresentano ad oggi il 20% del totale dei movimenti annui. Le stime utilizzate per definire il quadro dell’inquinamento atmosferico sono state inoltre prese non dai dati IRSE 2007 ma dalla tesi di laurea triennale “Valutazione dell’inquinamento atmosferico prodotto dall’Aeroporto A. Vespucci di Firenze con EDMS”, realizzata nell’ a.a. 2008/2009 da V. Magnolfi e I. Simonetti (relatore prof. G. Manfrida) presso la Facoltà di Ingegneria. La scelta dipenderebbe proprio dal fatto che i dati Irse non tengono conto dei voli non commerciali.
È lecito chiedersi quanto possa essere scientificamente valido fornire dati provenienti da fonti non convalidate dalla comunità scientifica, soprattutto alla luce del fatto che dall’uso delle stesse derivano importanti decisioni di natura politica destinate a produrre effetti nel lungo periodo.

Aeroporti e Paradisi (fiscali)
A proposito di scelte politiche, qual è il confine posto da Matteo Renzi al suo governo per la lotta all’evasione fiscale?
Stando a un prospetto realizzato da Credit Suisse e Morgan Stanley nel 2010 (ne parlava Matteo Vabanesi su Linkiesta.it nel marzo 2014) inerente il collocamento di un prestito obbligazionario emesso da Aeropuertos Argentina, all’epoca fortemente indebitata, la società con cui Eurnekian entra nel sistema aeroportuale toscano (Cedicor) è interamente controllata dall’America International Airport, società con sede sociale nel paradiso fiscale del Delaware (Stati Uniti). Fiscalità agevolata che si trova anche alle British Virgin Islands, dove ha sede la Liska Investment Corporation, a sua volta controllante dell’America International Airport. La Liska è, inoltre, sotto il controllo della Southern Cone Foundation, fiscalmente domiciliata a Vaduz, Principato del Liechtenstein anch’esso paradiso fiscale. La stessa divisione italiana di CorpAm (società a responsabilità limitata con sede a Milano) ha registrato un capitale sociale di diecimila euro interamente detenuto da Dicasa Spain, società con domicilio legale a Madrid, nella sede della filiale spagnola del gruppo lussemburghese Intertrust, da dove non è più possibile tracciare i collegamenti della società di Eduardo Eurnekian.

A questo punto, è lecito porsi almeno due quesiti: a) da dove arriveranno materialmente i capitali privati con cui la società di Eurnekian finanzierà il progetto Peretola? b) I profitti ricavati dall’operazione – con relative tasse – rimarranno in Italia o saranno girati verso i paesi a fiscalità agevolata?

[7 – Fine]
[6 – Renzi-Eurnekian, l’Opa ostile sulla Piana fiorentina]
[5 – L’Aeroporto di Peretola e il potere relazionale]
[4 – Aeroporto di Peretola: cronistoria di una battaglia politica (1928-2015)]
[3 – Aeroporto di Peretola: la Piana è piena]
[2 – Aeroporto di Peretola: quel problema chiamato Piana fiorentina]
[1 – Aeroporto di Peretola. Il G8 come strumento di (mala)politica interna]

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