#OmissisProject

Omìssis [dalla loc. latina cēteris rebus omĭssis ‘omesse le altre cose’. V. omesso, 1869] s.m. inv. si usa, nella trascrizione, nella riproduzione o nelle copie di documenti, atti notarili e sim. per indicare l’omissione di parole o frasi tralasciate perché non necessarie o ritenute segreti di Stato | (est.) Parte omessa

Ci sono storie, in Italia e nel mondo, che non arrivano alle prime pagine dei grandi media, soffocate dal gossip o dal peep show della cronaca nera. Storie che non arrivano all’opinione pubblica per gli interessi e le alleanze politico-economiche degli editori di giornali e tv.

Ci sono altre storie, invece, che non arrivano all’opinione pubblica perché toccano i nervi scoperti della società, smontano verità ufficiali o fanno luce su fatti, intrecci o dettagli talmente scomodi da non poter rischiare di essere resi pubblici. La chiamano “Ragion di Stato”.

Sono le storie di chi, pur sapendo, ha taciuto.
Sono, anche, le storie di chi pur potendo fare un passo indietro ha deciso di raccogliere prove, fare nomi e cognomi, mettendo insieme «pezzi disorganizzati e frammentari» di realtà.
Sono le storie in cui, puntualmente, la criminalità si allea con interi pezzi di quelle autorità che parlano dagli altari innalzati alla memoria collettiva di stragi e omicidi.
Sono le storie in cui chi indaga viene messo a tacere attraverso l’insabbiamento, la delegittimazione e l’omicidio.

#OmissisProject nasce proprio per tutte queste storie. Perché «gli uomini che cercano, finché continuiamo a farci le loro domande, non muoiono mai» (Carlo Lucarelli).

Leggi le inchieste dell’#OmissisProject:

Velenitaly – Storia (parziale) del traffico di rifiuti tossici italiano